Ai docenti, agli alunni, al personale, ai genitori, agli assistenti educatori
dell’IIS Mario Rigoni Stern
Vortici di assenze
Tra non molto l’albero dietro lo stabile denominato “Palazzina” ci lascerà. Verrà rimosso. Ha già perso la parte superiore ed è malato e instabile e costituisce un pericolo per la sicurezza.
Il suo posto non sarà più occupato dalla circolarità vorticosa del tronco che si innalza in alto oltre il tetto verso il cielo. I suoi rami già scomposti, disfatti, lacerati, feriti non saranno più chioma che sibila al vento. Al suo posto resterà l’assenza o solo il ricordo di sé come è già avvenuto altre volte nell’ampio campus della nostra scuola che è un meraviglio “angolo di tempo trasceso”, come l’ho definito quando sono arrivato qui nel 2014.
Qui e là, in questo angolo di tempo trasceso, è facile imbattersi in ceppaie monche che costituiscono la parvenza di ciò che non c’è più. Per chi ha visto quegli alberi prima della rimozione le ceppaie costituiscono ricordo di ciò che era e, per chi ha vissuto quegli alberi e ha loro voluto bene costituiscono memoria, ricordo che vive ancora in noi.
Le ceppaie, le vicissitudini di una nostra docente e la concomitanza di un importante anniversario nella mia vita mi hanno fatto riemergere pezzi, brandelli agglutinati di ricordi e memorie che avevo sapientemente rimosso. Erano lì e circolavano liberamente nel perimetro delle mie emozioni e avevano volti indefiniti ora di ansie ora di paure ora di inspiegabili gioie improvvise ora di vulnerabilità ora di dolcezza ora di sconforto. Erano lì a carambolare nel campo del mio passato senza riuscire a emergere alla coscienza.
Rimuovere ciò che ci danneggia e mette in pericolo la nostra sicurezza è importante ma è altrettanto importante dominare il rimosso e fare i conti con le proprie emozioni.
Le ceppaie costituiscono ciò che resta del rimosso e racchiudono tutta la forza che c’è nell’assenza di ciò che è stato. Anche le nostre emozioni nascondono qui e là ceppaie, pietre di inciampo, escrescenze dell’anima che possono restare lì latenti tutta la vita senza che la nostra coscienza sia conscia di ciò e senza che il nostro essere, apparentemente, ne risenta.
Ora finalmente, in me, un brandello di passato è arrivato alla coscienza e sono conscio di ciò e sto meglio di prima.
Vi auguro che possiate rimuovere tutte le escrescenze dell’anima e stare sempre meglio di prima.
Buon Natale
Carmelo Scaffidi




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